25
May , 2022
Wednesday

le 2 facce della crisi: dalla ricerca del latte alla prima classe

Posted by Redazione On Gennaio - 15 - 2012

E’ passeggiando tra le vie del centro di Milano in un sabato sera dopo un pomeriggio in compagnia di un valido Web designer romano che si possono fare degli incontri che ci fanno rendere conto delle due facce della crisi.

Per prendersi un po’ di riposo dopo un’interessante chiacchierata con un web designer, decido di rientrare a casa senza prendere i comodi mezzi messi a disposizione dalla citta’ di Milano. Passeggiando per le vie del centro mi ferma una signora distinta di una certa’ eta ben vestita con un cane di piccola taglia con la classica tutina da milanese che mi fa:”scusi signore: ha 2 euro per comprare il latte?” … con sommo dispiacere mi fermo e le do i pochi spicci che avevo nel portafoglio. Dopo pochi metri andando avanti e ripensando all’errore appena fatto sento una signora telefonare in modo piuttosto concitato da cui evinco questo stralcio di telefonata “…ma nooo, avevo chiesto la first class non la business…”. Della serie: come passare dalle stalle alle stelle nel giro di 5 passi. Ma alla fine dove stanno le stalle e dove le stelle ? Sara’ vero che la signora stressata stia veramente meglio della signora con il cane ?

L’errore piu’ grande e’ stato fatto quando alla signora con il cane ho dato i pochi spicci, forse la cosa migliora sarebbe stata “Signora, abita qui vicino ?” e probabilmente la risposta sarebbe stata “si’…perche’ ?” … “Venga, stasera voglio fare suo nipote che l’accompagna a fare la spesa al supermercato qui vicino e l’aiuta a metter a posto la spesa previo succulenta cenetta preparata da Lei!”. Ma d’altronde il primo impatto nei confronti della signora assolutamente diverso dal classico barbone di turno o del finto disoccupato che non sa leggere puo’ cogliere alla sprovvista e…si fa quel che si puo’.

Purtroppo e’ questa la realta’ delle famiglie italiane che non arrivano alla 3° settimana del mese e se in alcuni settori come l’informatica la crisi sembra lontana anni luce (almeno nelle piccole / medie realta’), in altre realta’ si sente e parecchio.
Quello che mi sento di sfatare e’ l’idea classica di “Vengo a Milano: citta’ organizzata dove si lavora, si fanno i soldi e la bella vita!”…ma dove? La citta’ offre sicuramente ottime opportunita’ ma non vi aspettiate stipendi da capogiro, con meno di 1.000 euro al mese si deve mandare avanti una famiglia talvolta e non e’ raro trovare persone che lavorano in nero o che fanno stage per poche centinaia di euro lavorando molto spesso 9 / 10 ore al giorno per poter pagare a malapena l’affitto di almeno 450 / 500 euro per una stanza! Diciamoci la verita’: “studia che da grande farai l’ingegnere” forse andrebbe adeguato con “non studiare e sbrigati a trovare lavoro nel supermercato sotto casa!” anche perche’ bamboccioni e’ un’esigenza per poter tirare avanti.

Se poi guardiamo i nostri fratelli in Europa la situazione non e’ delle piu’ sorridenti: Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda non se la passano certo meglio quindi anche l’idea di andar via non e’ proprio il massimo. E allora, cosa fare ? Bella domanda…ma la risposta chi la sa la dica perche’ qui non si vede una soluzione se non nuove tasse ma sempre per i soliti con qualche notizia piu’ di marketing che di reale efficacia sulle casse dello stato (AKA: le nostre tasche!!!).

You can leave a response, or trackback from your own site.

Leave a Reply